Reviews
2007 - Illusions Painted For Me Alone (CD)
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Metal Hammer, December 2008 - Demo Of The Month
Ci troviamo fra le mani un lavoro maturo, di una band di Modena attiva dal 1999 che dopo alcuni cambiamenti di line-up giunge al full-length definitivo mettendo in mostra le proprie unghie. Loro si chiamano Oblivion999 e 'Illusions Painted For Me Alone' � un lavoro formalmente e sostanzialmente professionale. A partire dalla copertina, capisci subito che la band fa sul serio e ci mette impegno e bravura. Gli Oblivion999 battono un territorio difficile ma riescono perfettamente nell'intento: suonare un metal sfrontato utilizzando la tecnica, risultando oltretutto efficaci e veloci. 'Newest Era' va dritta ed è suonata in maniera eccellente così come la riflessiva 'Neon Trails' che fa da ponte fra un'aggressione e l'altra ('Scattered Atoms'). Sostanzialmente gli Oblivion999 suonano un death metal ipertecnico che riprende molto quanto fatto da Atheist e Cynic, ma il tutto riletto in chiave hardcore, soprattutto per quanto riguarda la scelta moderna ed azzeccata dei suoni. Quella degli Oblivion999 � in conclusione un'ottima lezione, di stile e di precisione tecnica, oltre che di buon metal. E siamo convinti che 'Illusions Painted For Me Alone' piacer� sia ai tradizionalisti che a coloro i quali amano le sonorit� pi� attuali. Bravi!
Rosario Leo
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Metal Maniac, July 2008
Un primo CD, "Paths Of Denial" nel 2001 ed un presente che parla invece di un lavoro come "Illusions...", accompagnato nella copia che arriva a noi da un curato press kit con foto promozionali, interviste, rece precedenti, ecc ecc... Sì, perché gli Oblivion999 stavolta vogliono fare le cose per bene, impeccabili sotto ogni profilo, compreso quello grafico - molto interessante - che accompagna il lavoro. Ok, ma la musica com'è? Ben prodotto, "Illusions..." è sicuramente un ottimo biglietto da visita per il gruppo modenese, addirittura tredici tracce in cui l'aggressività battente del death svedese stile In Flames viene ammorbidita dalle aperture melodiche nei solos e da alcuni passaggi acustici d'atmosfera. Un gran promo insomma. I nostri dubbi si spingono al momento in cui questa diventerà un'uscita ufficiale e competere col mercato che c'è là fuori. Nel caso, gli Oblivion999 dovranno provvedere a maggiore dinamicità nelle parti vocali (buone ma invariabili, incapaci di allontanarsi dall'aggressività a tutti i costi. E sotto questo aspetto, "Momentum" è ossigeno) e a qualches spunto di originalità in più per dimostrare personalità e non affondare nel mare immoto del death moderno. Bravi per ora.
7.5/10
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E' da molto tempo che mi chiedevo dove fossero finite le band che amano sperimentare in modo completamente costruttivo e, in cuor mio, ero ormai convinto che si fossero quasi estinte vista tutta questa inconcludente ondata di Metalcore che ha dilagato tra i ragazzi e i musicisti in generale trasformando almeno il 70% del Thrash (Trivium?), del Death Melodico (In Flames) e addirittura "infastidendo" parte del Brutal Tecnico (ascoltate l'ultimo dei Cryptopsy per rendervene conto) e facendo diventare il tutto un fenomeno commerciale da spacciare come metal estremo ai ragazzini di quindici anni. E' tutto così triste a volte che un fan sfegatato del metal estremo serio inizia a perdere le speranze.
Ma ci hanno pensato gli Oblivion 999 a contribuire al pensiero che qualcuno di seriamente motivato ancora esiste, col loro ultimo lavoro, fresco fresco di annata.
Si tratta di un Thrash-Death molto singolare che mi ha lasciato sorpreso per la tanta sperimentazione e godibilità nell'ascolto dell'insieme.
L'album può essere diviso in due momenti: il primo, più acceso e aggressivo, rappresenta la fetta più esplicita e diretta del sound dei nostri, con rari momenti di avvallamento delle onde sonore tranquille. Il secondo, invece, è più sperimentale, più trasgressivo se vogliamo, rispetto alla precedente ondata di muri di riff e drumming; qui compaiono momenti più tranquilli, più d'atmosfera, tristi e malinconici, riflessivi e quasi tecnici..da sfiorare il Progressive Rock degli Opeth date le frequenti pause di chitarre acustiche, pianoforte, archi e assoli di basso struggenti e assolutamente ben impostati.
Il tutto è accompagnato dalla sguaiata e carismatica voce del singer che, giostrandosi a dovere tra il melodico e l'atonale, dona ottime melodie e buone ed incalzanti sfuriate qua e là.
Buonissimo tutto l'insieme quindi. I miei complimenti alla band!
77/100
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Oblivion999 from Modena (Italy) has existed for almost a decade now and they are finally ready to release their new album, a full-length 13 songs long disc entitled
Illusions Painted for me Alone.
The album is maybe not what one would call a 'concept album', but
Illusions Painted for me Alone still presents a main lyrical theme, written in first person and present the different seasons of the narrator's soul. It is really a different 'concept' and the whole visual thing surrounding this release that I have not seen before. The music this Italian quartet is playing can best be described as progressive metal but with a lot of additional influences and blends. For instance there're numerous parts reminding me of some modern American thrash bands such as Trivium, but also more harsh and raging parts, almost technical death metal ones reminding me of In Flames, Opeth and Cryptopsy. In other words it is a sentimental thrash/death/prog assault simply ready to take every metal fan by the storm. It is aggressive, intense, spontaneous, enjoyable yet melodic piece of music with obvious technical and musical skills presented by all four musicians. The vocals are great and charismatic, sometimes having the tendency of falling to background, but still prominent.
It is not very usual to see Italian bands mastering these genre(s) as good as Oblivion 999 does it here. Same goes for their rather good handling of the English language. Cover artwork has been done by designer Francesco Sirotti and photographer Roberto Malaguti. Again, it is not very often that I see such a 'simple' yet catchy and professionally done cover artwork and booklet. All compliments and salutes go to this Italian unit and to you guys, please visit their site and show the respect they deserve.
83/100
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It is unbelievable that this group ain't signed yet. Started in 1999, these Italy-based Death/thrashers is out with their first full-lenght and it's over all expectations. Since I haven't heard their demo (Paths of Denial) from 2001, I can't make any comparisons but one thing I know for sure is that I will get my hands on the demo AND all the releases that will come in the future because this is great. These people really knows how to play their instruments, and the vocals makes me jealous like hell.
To all the metalheads out there - Go out and buy this album! And to all the record labels out there -
here is their myspace. Check it out now!
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Prendiamo ora in considerazione una proposta che già a partire dalla copertina sembra avere qualcosa da dire, essa, d'impatto pur essendo minimale, trasmette una mistura di enigmaticità e modernismo allo stesso tempo.
L' apertura del cd è affidata ad un intro sostanzialmente elettronico, che conferma il carattere modern-oriented del prodotto.
La prima traccia effettiva "In Need" ci scarica addosso un thrash metal tecnico e contaminato da sfumature progressive e death melodico, che ricorda un po' alcune delle buone produzioni dei Soilwork. Ottimo lavoro di batteria, vero motore trainante del brano, il basso purtroppo risulta offuscato dalle chitarre molto presenti, anche se con un suono migliorabile, soprattutto per quanto riguarda la profondità. La voce è forse l' elemento che rimane un paio di passi indietro, probabilmente per questioni di registrazione, le linee vocali infatti appaiono valide, ma la pressione del cantato risulta non troppo incisiva.
Saltiamo ora in quarta posizione dove troviamo "Neon trails", brano arpeggiato e malinconico dove, su una tessitura strumentale piuttosto ridotta, la voce, che viene coscentemente processata in modo imponente ammalia l'ascoltatore, come a volerlo trascinare in altri tempi.
Altro pezzo che merita una menzione a parte è "The World Runs faster Than Me", brano particolarmente riuscito, che può prendere il posto di bandiera del disco, sembra un urlo contro l' ineluttabilità del fatto che, nel mondo attuale l' individuo venga lasciato a se stesso.
Lo stile compositivo non si discosta particolarmente da quanto detto per la prima traccia, ma nel refrain vengono inserite delle chitarre acustiche che creano un piaevole contrasto col resto dell' arrangiamento, scelta molto intelligente.
Altro brano di sospensione dall' intrigante titolo "Side A/Side B" e poi l' aggressiva "Pearled Morning Dew", brano commisto tra death piacevolmente melodico e heavy più classico, con anche uno stacco acustico che impreziosisce il tutto.
Nella seconda metà del cd notiamo che i brani tendono ad una maggiore malinconia e contemporaneamente le escursioni esterne al genere aumentano, con l' introduzione di voci femminile e perfino di chitarre classiche che aggiungono maggior valore al disco e rendono l' ascolto graditamente variegato.
Il tutto si conclude con "Deadlock" brano più cadenzato e scuro, che conclude coerentemente la fatica discogafica degli Oblivion 999.
Finalmente, inoltre siamo riusciti a sentire bene bene il basso, nella parte strumentale dell' undicesima traccia, "Momentum" riesce a ritagliarsi un ruolo un po' più visibile ed i risultati sono tutt' altro che negativi!
Che dire? Promossi! Lavoro molto apprezzato dal sottoscritto in quanto dimostra, oltre a delle lodevoli capacità compositive e di arrangiamento, anche un certo gusto per le ricerca e la sperimentazione. Se non siete cultori dell' ascolto unidirezionale vale proprio la pena di tenere d' occhio questa formazione, ulteriore conferma che nel bel paese le idee ci sono ed hanno gran poco da invidiare al resto del mondo. Se solo in Italia ci fosse un effettivo supporto alla cultura (musicale e non) faremo sfracelli e questo disco non fa che darmene un ulteriore conferma.
8/10
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Dopo un solo demo prodotto nel 2001, giungono al disco d'esordio i
modenesi Oblivion 999, con questo primo disco autoprodotto dal titolo
"Illusions painted for me alone", prodotto dal gruppo nei fine settimana.
Il disco è un concept diviso in due parti sullo stile dei vecchi vinili,
mentre invece la proposta del gruppo si assesta su uno stile abbastanza
personale di metal moderno con contaminazioni progressive sullo stile di
grandi nomi come Opeth e Porcupine Tree, mescolati su una base
death-thrash dal forte sapore moderno.
La prima caratteristica peculiare che emerge dalle prime battute del disco
è l'utilizzo frequenti di un cantato effettato e sintetizzato da parte del
cantante del gruppo; personalmente non apprezzo mai l'utilizzo di questo
tipo di scelte per puro gusto personale, ma ad ogni modo è una scelta
coraggiosa che dona al suono del gruppo un ulteriore personalizzazione,
che non guasta mai.
Il gruppo si muove bene, e punta più alla trasmissione e alla
comunicazione musicale piuttosto che ai comuni virtuosismi tecnici, e così
possiamo assistere a un buon susseguirsi ed alternarsi di parti più tirate
di impatto death e aperture melodiche con forti richiami agli ultimi
lavori dei Porcupine Tree (come in "The May Vertigo"), che risultano ben
studiate e azzeccate.
Ovviamente non si tratta solo di rose e fiori, e con il proseguire
dell'ascolto cominciano ad emergere anche le prime pecche del disco, come
la presenza di qualche brano sottotono ("Scattered Atoms"), oltre che la
presenza di una produzione non certo azzeccata, con chitarre mai troppo
aggressive e suoni di batteria non certo azzeccati, che fanno perdere
qualche punto al disco.
Tutto sommato si tratta di pecche che ci stanno assolutamente nel disco
d'esordio di un gruppo, che comunque si distingue per una buona
personalità e delle buone idee.
Sicuramente lo spazio per crescere e migliorare c'è tutto, e nel frattempo
non possiamo che lodare ancora una volta le buone idee espresse dal
gruppo, che sicuramente in futuro potrà dire la propria nella scena
metallica nostrana.
6.5/10
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Eine ganz interessante Scheibe, die da aus Italien gekommen ist.
Oblivion 999 haben sich in der Hauptsache Death / Thrash auf die Fahnen geschrieben, was aber nur ein Bruchstück des musikalischen Schaffens ist. Nach dem Intro "For me alone" kommt mit "In need" eine anfängliche Abrissbirne, die mit wahrem Geballer und herrlich flotten Passagen gespickt ist, doch die Jungs kommen neben den aggressiven Vocals von Stefano Crotti auch mit cleanem Flüstergesang daher, die Riff sind einerseits voll sägend, auf der anderen Seite spielen Francesco Poggi und Diego Angeli auch gerne mal rein metallische Riffs und auch melancholische Parts sind vorhanden. Bei "Newest era" knüppelt Drummer Nicolò Messori anfänglich gerne mal, doch dann begleitet Basser Gabriele Lei die Gitarren voller Groove in einem Stück, das mehr auf Breaklastigkeit ausgelegt ist, aber auch gerne mal treibend wirkt. Der fast schon romatisch akustische Zwischenspieler "Neon trails" leitet uns gerade zu "Scattered atoms" weiter, das mächtig drückt.
So kommen am Ende knapp 57 Minuten zusammen, die eine richtig abwechlungsreiche Scheibe beenden. Für eine Eigenproduktion ist der Sound richtig gut, auch wenn man hier und da etwas anders an den Reglern hätte drehen können. Die Jungs haben es verdient, von euch angecheckt zu werden.
5/5
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1999 in Modena, Italien: Ein Haufen junger Männer entschließen sich fortan gemeinsam Musik zu machen. Richtig böse Musik, inspiriert vom Thrash Metal der 80er und schwedischem Death Metal der 90er Jahre. Und wenn man so eine echt fiese Extrem Metal Band sein Eigen nennen will, dann braucht man dafür auch einen schmucken gemeinen Namen. Erst nannten sie sich Coven, aber dann entschieden sie sich doch eher für das englische Wort für "Vergessenheit", klatschten noch fix die letzten drei Ziffern des Entstehungsjahres hinten dran (angeblich... ich glaub eher, sie wollten noch 666 dran hängen, haben sich dann aber überlegt, dass das Ganze umgedreht sogar noch böser wäre), et voilà, geboren sind OBLIVION 999.
Seitdem sind ja nun schon einige Jahre ins Land gezogen und obwohl der (mittlerweile) Fünfer in den Anfangsjahren unter Lineup-Problemen litt, rauften sie sich 2001 schon mal zusammen, um die Demo "Paths Of Denial" aufzunehmen, die kritiktechnisch schon recht gut abschnitt. Eine Fortsetzung war nur eine Frage der Zeit. Und Zeit brauchte die erste Langrille auch. Ganze sechs Jahre später machte man sich daran, "Illusions Painted For Me Alone" einzutrümmern, im März 2008 war es endlich geschafft. Und im Juli desselben Jahres fand das Scheibchen seinen Weg auf meinen Schreibtisch. Versprochen wurde mir wie schon angedeutet eine Melange aus Thrash und Death Metal...
Bekommen hab' ich aber irgendwie was anderes. Ich weiß gar nicht, wie ich die Musik am Besten in Worte fassen soll. Death Metal ist es irgendwie, aber irgendwie auch wieder nicht. Zumindest kein 08/15-Geblaste als ob es kein Morgen gäbe und auch kein schwedisches Melo-Gefrickel mit Melodien, von denen man Karies kriegt. OBLIVION 999s Musik ist anders, abwechslungsreicher, vielschichtiger, besser. Deswegen kurze Notiz an mich: Ich sollte aufhören über Namen von Bands vom Leder zu ziehen, die ich eigentlich mag.
Ja, ich mag OBLIVION 999, denn schon vom Intro an gelang es ihrer Debut-CD, meine Aufmerksamkeit voll und ganz für sich zu beanspruchen. Das ist so weit eigentlich recht unspektakulär, aber doch recht cool. Ein bißchen Elektro-Gewummer leitet zu etwas über, das in etwa so klingt, als käme es aus einem batterienschwachen Gameboy. Sehr verrauscht und auch nur verdammt kurz kommt diese 0,5-Bit-Melodie aus den Boxen, aber irgendwie geht sie gut ins Ohr und bleibt hängen. Schönes Intro.
Der erste Track "In Need" ist dann gar nicht so schön, was aber nicht heißen soll, dass er schlecht ist. Tief gestimmte Gitarren, ein wummernder Bass, Highspeed-Drumming und fieser Gesang irgendwo zwischen Kreischen und Krächzen, teilweise ein wenig an die Landsmänner von Fiurach erinnernd... OBLIVION 999 eröffnen ihre Scheibe mit einem flinken Melo-Death-Stück mit sehr melancholischem Unterton und ein paar echt coolen Riffs. Aber besonders gut gefällt mir eigentlich die Leistung von Drummer Nicolò Messori, der absolut timingsicher und verdammt versiert auf seine Felle trümmert. Die Produktion ist nicht ganz makellos, könnte fetter, drückender sein, ist aber immerhin sehr klar und transparent ausgefallen. Was besonders wichtig in der zweiten Hälfte des Tracks ist, denn die Italiener ruhen sich nicht auf sturem Geblaste aus. Nach einem allgemeinen Breakdown setzen die Akustikgitarren ein und Sänger Stefano Crotti flüstert seinen Text weiter. Sehr starkes, atmosphärisches Zwischenspiel, ehe die Band wieder reinhaut und ein sehr schickes Gitarrensolo abgefeuert wird.
Beinahe hätte ich jetzt geschrieben "Nach diesem Muster gehen OBLIVION 999 in jedem ihrer Songs vor", aber das stimmt eigentlich nicht. Und dann wieder doch. Sie kopieren sich nicht selbst und verfallen nicht in stumpfe Wiederholung, keiner der 13 Tracks klingt wie der andere, jeder ist ein Unikat. Und auf der anderen Seite bleiben die Songs nie vorhersehbar. Immer wenn man sich denkt "Langsam wird's eintönig" kommt plötzlich ein Einschub daher, der den Track in eine ganz neue Richtung dreht. Große Klasse. Ganz besonders hat's mir in der Hinsicht der Übetrack "April Evenings" angetan. Hier wird die Akustikgitarre am Anfang von gesampeltem Wellenrauschen begleitet, ehe die Band einsetzt und ein melancholisch-melodisches Musikstück abliefert, das mit Death Metal eigentlich nicht mehr viel gemein hat, sondern schon beinahe an Sentenced und Konsorten erinnert. Der klare Gesang ist ganz große Klasse. Und wenn im Refrain auch noch eine weibliche Stimme dazu kommt, dann weiß man, die Jungs waren auf ihrer ersten CD mit Herzblut bei der Sache.
Das untermauert auch ein wunderbarer Satz auf dem Promozettel, den ich euch mal nicht vorenthalten möchte. Es geht darum, wie die Band selbst ihre Musik sieht: "Refined, but not technical for skill's sake, because the showcasing of technical skills is secondary to the emotions this music wants to convey". Endlich mal eine Band, die begriffen hat, dass technisches Gitarrengewichse nicht alles ist. OBLIVION 999, dafür ziehe ich meinen Hut vor euch. Und natürlich auch vor eurem Album "Illusions Painted For Me Alone", denn die Scheibe ist wahrlich eine Wonne. Die Produktion ist noch ein wenig verbesserungswürdig, die extremen Vocals ebenfalls (wobei die schon recht gut daher kommen), der Rausschmeißer "Deadlock" ist etwas unglücklich gewählt (tolles Lied, aber für den Abschluss der CD hätte ich mir irgendwie was... monumentaleres gewünscht) und irgend etwas fehlt noch, um die Musik des Fünfers vollends genial zu machen, aber ich kann nicht genau mit dem Finger drauf deuten. Aber das ist nur noch ein kleiner Schritt und wenn OBLIVION 999 den eingeschlagenen Weg beibehalten und perfektionieren, dann prophezeie ich den Jungs großes.
9/10
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Ganz so allein, wie die Burschen es offenbar befürchten, werden sie mit dieser musikgewordenen Illusion wohl nicht sein. Viel eher könnte es die aus dem Raum Modena stammende Truppe mit ihrer sehr zeitgemäßen, wenn auch ungemein heftigen und harschen Melange sogar schaffen, zahlreiche Fans anzusprechen.
Der eigenwillige Titel kann durch das Quasi-Konzept erklärt werden, das diesem Album zu Grunde liegt. Auch wenn die Band explizit darauf hinweist, dass wir es mit keinem Konzeptalbum im eigentlichen Sinne zu tun hätten, lassen die allesamt in der Ich-Form abgefassten Texte sehr wohl direkte Zusammenhänge erkennen. Egal, denn OBLIVION 999 ist es auf jeden Fall gelungen, die Lyrics perfekt musikalisch zu untermalen, und das mit voller Breitseite.
Die Basis des musikalischen Schaffens dieser Formation ist nämlich ganz klar der herbe Death Metal, dieser kommt jedoch mit massiver Thrash-Metal-Schlagseite aus den Boxen. Das Quintett, das hierzulande wohl noch gänzlich unbekannt sein dürfte - was kein Wunder ist, schließlich existiert auch bloß ein einziges Demo mit dem Titel "Paths Of Denial" aus dem Jahr 2001 und auch an der Live-Front gab es bisher überregional noch kaum nennenswerte Erfolge zu verbuchen - kommt mit diesem Debüt auf jeden Fall sehr ambitioniert daher. Das Album wirkt nämlich nicht nur für eine Eigenproduktion überaus professionell produziert und auch das dicke Booklet braucht sich hinsichtlich der Gestaltung nicht vor großen Namen zu verstecken.
Aber auch "nur" mit Musik alleine wissen diese Jungs zu beeindrucken, denn die Italos kredenzen uns messerscharfe Riffs in brachialer Manier, lassen des Öfteren auch die Rhythmusabteilung mit fetten Grooves in den Vordergrund treten und haben zudem ein feines Gespür für Melodien und Hooks. Egal, welche ihrer Inspirationsquellen (vornehmlich schwedischer oder US-amerikanischer Art) die Jungs in den Tracks vorrangig durchklingen lassen, die Nummern sind allesamt gut strukturiert und lassen trotz aller Heftigkeit eingängige Passagen nicht vermissen. Alles bestens also?
Nein, leider nicht. Der Gesang von Stefano Crotti kann das Niveau seiner Mitstreiter an den Instrumenten nicht wirklich halten, sein Gebelle ist in Summe zu eindimensional und in den mit klarer Stimme intonierten Flüsterpassagen wirkt die Sache lediglich penetrant und "sudernd". Würde Stefano ähnlich abwechslungsreiche und imposante Arbeit verrichten wie seine Kumpels, wäre hier wirklich alles im Lot, so aber bleibt ein "Illusions Painted For Me Alone" als Album mit einem immensen sangestechnischen Manko in Erinnerung, der mitunter auch noch die hervorragend agierenden Instrumentalisten in den Hintergrund drängt.
Schade drum, denn da wäre wesentlich mehr herauszuholen gewesen.
Anspieltipps: Newest Era, Scattered Atoms, Momentum
7/10
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The intro to this album would have you believe that Oblivion999 dabbled with the industrial element for their sound and, while it is slightly true, it's not completely the case. Some of the vocals in "In Need" certainly lend themselves to the Industrial genre, but on the whole this is a band that plays Extreme Metal... of the Progressive Death variety.
"Illusions Painted For Me Alone" is a strong piece of work, but I am left wondering as to whether it can stand a part from the rest of the crowd, or if it will just fall into obscurity. Don't get me wrong - there is nothing wrong with this record. The musicianship is top-notch and the tracks are well-crafted, but I don't ever get the feeling that Oblivion999 are my new favourite band. Perhaps this album is more of a grower and in a couple of months time I'll want to edit this review and try to convert everyone on the planet into being Oblivion999 fans. Who knows?
Anyway, since I've been a bit negative so far, I thought I should shine a light on some of the more positive aspects of "Illusions For Me Painted Alone". The music on the album is nice and brutal, but not so brutal that it could put newcomers to the genre off. There is also a large focus on melody and I expect that if I'd found out about this band while I was getting into Death Metal they could have been the ones to turn me onto the genre. Basically, the tracks are easily accessible and could prove popular with most metal fans. You also get your money's worth with this album - Oblivion999 have treated their listeners to a whopping 13 tracks... and "The World Runs Faster Than Me" is my favourite of them!
On the whole, this is a good album and definitely comes recommended. Just don't go expecting it to change your life.
8/10
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'Illusions Painted For Me Alone' è il titolo dietro cui si cela il debutto dei modenesi Oblivion999, attivi sin dalla fine degli anni novanta, ma giunti solo ora alla pubblicazione del primo full lenght album, dopo il demo 'Paths Of Denial' registrato nel 2001.
Aspettare così a lungo ne è in ogni caso valsa la pena, perché quella che oggigiorno ci ritroviamo tra le mani è una band che nel frattempo ha maturato una grande esperienza, riversata tutta nel presente lavoro.
'Illusions Painted For Me Alone' è infatti un disco estremamente complesso, sviluppato attraverso una varietà compositiva che spazia dal death metal più ferale alla suggestione di momenti acustici davvero ben realizzati, il tutto condito da una resa sonora di ottimo livello.
Forse non tutti i brani riescono ad essere scorrevoli e certe soluzioni sono difficilmente assimilabili al primo ascolto, sono d'accordo, ma certe imperfezioni vanno comunque messe in preventivo, a maggior ragione quando ci si muove su un territorio ostico come quello del death metal tecnico e progressivo, un territorio già battuto in precedenza da gruppi seminali come Cynic e Atheist.
Trascuriamo dunque questi piccoli nei, che la band in futuro sarà senza dubbio in grado di eliminare, e godiamoci la ruvidezza e la potenza di "
Newest Era" e "
Scattered Atoms", senza trascurare il carattere cristallino e trascinante dell'eccezionale "
Pearled Of Morning Dew", che avanza la propria candidatura a miglior pezzo del lotto grazie ad un groove melodico disarmante.
Pollice su e applausi convinti per questi cinque ragazzi di Modena, con la consapevolezza che in futuro si potrà fare ancora meglio, smussando qualche spigolo e continuando a seguire il proprio credo musicale.
72/100
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C'est Après presque dix ans d'existence, un nombre incalculable de variations au sein du line-up et la parution d'une unique demo "paths of denial" qu'Oblivion999 déboule avec son véritable premier album "illusions painted for me alone".
Allez! Soyons simple, le groupe donne dans le thrash metal progressif lorgnant parfois vers un death mid tempo. Evident que Les Oblivion999 ont dû s'imprégner de The haunted, Pestilence et autres "thrasheries" à l'européenne des années 90! Le tout sonne plutôt bien et, sans tomber dans le démonstratif, les titres s'enchainent avec intelligence et technicité. Malheureusement c'est beaucoup trop long (presque une heure) et les quelques bonnes idées qui font leur apparition sont vite noyées dans la masse d'erreurs commises par le groupe.
La voix aurait mérité un peu plus de diversité, de modulation. En effet celle-ci devient vite monotone et répétitive, voire lassante. Autre défaut et pas des moindres, le son et le mix sont un peu faiblards et rendent l'écoute un peu indigeste! La batterie est franchement trop en avant et sèche. En revanche les soli de guitares sont bien au dessus de la moyenne et possèdent la p'tite touche rafraichissante qui donne du charme à l'ensemble. A noter l'intervention d'une voix féminine sur quelques passages qui allège un peu le tout. Les textes, écrits à la première personne et légèrement introspectifs ainsi que l'enchainement des morceaux par des interludes plus ou moins planants donnent à la chose un côté conceptuel et original.
Même si "illusions painted for me alone" reste un produit plutôt classieux et de qualité ne vous attendez pas à quelque chose de franchement révolutionnaire et sincèrement on aurait souhaité un album plus concis, plus structuré (après une décade d'existence, c'est le minimum tout de même!). A écouter avant d'acheter!
6/10
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Dopo una demo pubblicata nel 2001 gli Oblivion 999 esordiscono con un album autoprodotto e distribuito creato nel corso di due anni nei fine settimana. I componenti sono Diego Angeli (chitarra e crooning vocals), Francesco Poggi (Chitarra), Stefano Crotti (voce), Nicolò Messori (batteria)e Gabriele Lei (basso). Si capisce di trovarsi di fronte ad un album diverso dal solito per la copertina del CD, ma questo è il dato minore di un lavoro abbastanza anomalo nella scena italiana.
Si tratta di un concept, diviso in due parti come un vinile in cui questo quintetto modenese suona una forma di prog metal, derivata dalle contaminazioni tra una base thrash e death e le sperimentazioni che da anni conducono gli Opeth e i Porcupine Tree.
A un primo ascolto (e dopo una breve intro il brano In need parrebbe confermarlo) pare di assistere un incrocio di Carcass, Opeth e Porcupine tree. Per ottenere ciò, il gruppo ha programmaticamente mirato più alla comunicazione di contenuti che all'ipertecnica.
Influenzata dai Carcass si nota subito la voce del cantante Stefano Crotti che rispetto a Jeff Walker possiede un timbro più basso.
La struttura della canzone non mira alla volgarmente detta cartella ma a cercare continuamente sprazzi tipici di un'atmosfera riflessiva e interiorizzante di ciò che viene descritto nei testi; nell'insieme tutto appare confuso ma è un'illusione.
È dal terzo brano che le intenzioni del gruppo cominciano a mostrarsi più chiare: dopo i rumori di un traffico lontano ma ugualmente disturbante irrompe una chitarra che comunica un vero senso di smarrimento, equivalente ad una camminata notturna solitaria fra le vie di una città moderna.
Da lì in avanti la tipica cavalcata thrash, inframezzata da un ritornello con il tema iniziale richiamato più dalla mente che dalla partitura, concede alla canzone il senso di straniamento che pervade tutto l'album: la violenza che dura lo spazio di vari minuti pare descrivere istanti in cui si condensano tutte le energie del pensiero mentre i brevi accenni di melodia descrivono lunghi tratti di strada.
A Neon trails, un piccolo esempio di spleen interiore dipinto da una chitarra acustica e una elettrica molto modeste, segue Scattered atoms, un brano più nella vena del thrash metal tecnico fine anni 1980 che viene poi ricalibrato in un'ottica moderna dall'influenza dei Porcupine tree. The world runs faster than me sembra raggiungere un primo punto di equilibrio totale fra influenze dichiarate e la propria rielaborazione. Il gruppo pare abbia deciso di limitare gli episodi più tecnici a pochi momenti comunque ben identificabili. La tematica dell'album comincia a dispiegarsi sempre con più forza mano a mano che sembra crescere la convinzione e il settimo brano, inteso come sorta di passaggio, lascia spazio alla parte dell'album meglio compiuta, più decisa e più giocata sull'elaborazione che diventa fondamentale.
Di qui in poi le chitarre suoneranno come a voler rimarcare i momenti salienti di maggior trasporto e la voce diventerà a tutti gli effetti un vero e proprio strumento perchè sempre di più, dopo più ascolti, acquisisce una strana capacità ipnotica, tipica più del rock che del metal. La batteria fa egregiamente il proprio lavoro così come del basso non si avvertono sbavature di contesto.
La coppia Pearled of morning dew e April evenings sembra fatta apposta per un singolo. La voce improvvisamente diventa macabra e con effetti molto più dirompenti di molti gruppi gothic che la utilizzano con tono più inutile che decadente. L'apparire di una voce femminile (Caterina Venturelli) per un attimo riporta alla mente l'ombra del prog statunitense, ma poi seguirà altrove con dolcezza e malinconia ben rappresentate. Si arriva così a Momentum, il brano più lungo dell'album.
Qui le scene violente si fanno più intense come quelle dolci e l'influenza di Fear of a blank planet dei Porcupine tree (uscito durante le registrazioni) se c'è stata, non è stata emulata ma assimilata, assieme ai precedenti lavori come Deadwing.
Ci si avvia alla conclusione dell'album con altri due brani che riconfermano del tutto la direzione artistica e ne giustificano le velleità. Un album autoprodotto è una grossa responsabilità, una difficile scelta e in definitiva un grandissimo rischio.
Le libertà derivanti possono diventare punto di forza, come nell'esordio dei Martyr (un miracolo dell'autoproduzione), ma in ogni caso le registrazioni devono riuscire a tenere unito tutto il materiale suonato. La prima prova degli Oblivion 999 è buona e avviene in un contesto con minore cultura musicale rispetto ad altri, dove le difficoltà sono ancora maggiori per il metal. Non si possono comunque nascondere i due principali difetti dell'album: il suono complessivo appare sicuro di sè, ma il basso seppur ben suonato è tenuto in sordina mentre la batteria, in diversi momenti protagonista con fills coinvolgenti, appare spesso quasi distaccata dal resto del gruppo. Il difficile ambiente culturale in cui vive questa band, le sue scelte stilistiche e il risultato ottenuto non possono però che venire apprezzate. Gli Oblivion 999 meritano la diffusione convinta e generosa di chi si sente un appassionato di musica.
7/10
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Il primo incontro tra Shapeless Zine e gli Oblivion999 è avvenuto nel
lontano 2002, quando il nostro ex collaboratore Tamas aveva recensito
il demo "Paths Of Denial", pubblicato dal gruppo nel 2001 e loro primo
biglietto da visita. Il gruppo si era meritato una sufficienza piena,
anzi, un po' più di una sufficienza, e la recensione si era conclusa
con le seguenti parole:
"Aspettiamo il salto di qualità".
Ebbene, ora siamo nel 2008, e mi ritrovo fra le mani una copia del loro
album d'esordio: "Illusions Painted For Me Alone". E devo dire che il
salto di qualità c'è stato! Ma procediamo passo per passo, senza
anticipare nulla.
Dunque, gli Oblivion999 attuali sono formati dal cantante Stefano
Crotti, dai chitarristi Francesco Poggi e Diego Angeli, dal bassista
Gabriele Lei e dal batterista Nicolò Messori. "Illusions Painted For Me
Alone" è stato registrato presso gli studi Inferno di Modena, tra il
2006 ed il 2007. La copertina, dallo sfondo bianco, è decorata con due
disegni astratti, anche se in uno dei due si intravede una fotografia
in bianco e nero nel centro. Il libretto, di ben sedici facciate, è
superlussuoso, ricco di colori e realizzato benissimo: sono presenti
tutti i testi e le informazioni relative alla realizzazione del CD. Ma
il gruppo, e ci tengo a sottolinearlo, non si è limitato ad inviarci
una copia del loro ultimo lavoro: hanno inviato un vero e proprio
pacchetto promozionale, corredato da due fogli stampati a colori ricchi
di informazioni, più un CDr con al suo interno fotografie e, in
pratica, una copia del loro sito. Insomma, mi devo complimentare con la
band. Molti gruppi tendono a snellire sempre di più i loro promo, ed è
comprensibile: quaranta giornali o webzine su cento non li degnano
neanche di un ascolto, e semplicemente li fanno sparire. La cosa, a
quanto pare, sembra non toccare assolutamente gli Oblivion999, autori
di un pacchetto promozionale ricco ed esauriente, nel quale il
recensore può trovare tutte, e dico tutte, le informazioni utili per
recensire il disco in modo competente e non improvvisato. Bravi
ragazzi!
Proprio facendo riferimento al loro materiale promozionale, reputo
sia importante sottolineare una frase che gli Oblivion999 hanno
stampato su uno dei foglietti: la loro musica è descritta come
"aggressiva, intensa, oscura e melodica, spontanea e godibile".
Ecco, ho riportato questa frase proprio perchè utilizza sei termini che
ben si adattano (qualche riserva però su "oscura") alla musica proposta
dai nostri. In particolare, gli aggettivi "spontanea" e "godibile" mi
sembra risaltino più degli altri. Sì, perchè è proprio la spontaneità e
la godibilità dei brani che distingue, tra le altre cose, gli
Oblivion999 da altri gruppi simili. Si tenga conto che gli Oblivion999
suonano death metal melodico. Ora, tutti quanti sappiamo come questo
genere sia ormai saturo di gruppi tutti uguali, o comunque simili l'uno
all'altro. Talvolta tali band si differenziano per lo stile
compositivo, per le scelte ritmiche o gli arrangiamenti, ma gira e
rigira le melodie sono sempre uguali. Si è stabilito un modello, e
quello fa da scheletro a migliaia di composizioni successive. Vittime
di questo conformismo sono soprattutto quelle band i cui componenti
hanno un'età che si aggira attorno ai vent'anni: questo perchè hanno
vissuto il boom di tale genere proprio durante un periodo cruciale del
loro apprendistato musicale. Tanta passione però ha appiattito di molto
il potenziale espressivo del genere, sondandolo fino in fondo,
spremendogli fino all'ultima goccia di creatività. Attenzione, mi
riferisco a quel death metal melodico che ha mosso i suoi primi passi
in Svezia, e che poi si è sviluppato assumendo nomi e definizioni
diverse, ma restando tutto sommato molto simile a sè stesso. E gli
Oblivion999 sono molto, molto influenzati da questo stile musicale. Non
si può negarlo. Però tentano di esprimersi secondo la propria
personalità. Ora, se ci si esprime seguendo pedantemente dei modelli, è
quasi impossibile proporre qualcosa di unico ed irripetibile, o per lo
meno di originale. E gli Oblivion999 non sembrano voler tentare carte
diverse: cercano piuttosto di giocarsi al meglio la propria sorte,
tirando fuori il loro meglio. E, a conti fatti, "Illusions Painted For
Me Alone" risulta essere un album di buon livello, capace di intrigare
l'ascoltatore e di mantenerlo attento e vivace per tutti i suoi
cinquantasei minuti di durata. A differenza di tante band attente a
picchiare ed a ripetere all'infinito i soliti giri d'accordi in minore,
questi modenesi tentano di dare enfasi alla melodia prima di tutto,
rendendola ancora più bella grazie ad arrangiamenti sopraffini. Eh sì,
la padronanza strumentale, la conoscenza dei timbri dei propri
strumenti (e dell'uso delle voci, ce n'è anche una femminile ad opera
di Caterina Venturelli) e la sicurezza nel songwriting sono tutte doti
invidiabili. Il loro utilizzo della melodia è piacevolissimo, e pur
essendo un gruppo potente ed estremo, sovente molto tirato, risulta
sempre e comunque "godibile" e "spontaneo". Non ci sono forzature nel
songwriting, e gli arrangiamenti hanno un fascino suadente, capace di
appagare l'orecchio di tutti, anche di chi sia più restio alla musica
estrema. D'altro canto, il gruppo è migliorato sotto tutti i punti di
vista: l'esperienza si fa sentire nella tecnica, nell'equilibrio delle
canzoni, nell'attitudine e nel lavoro svolto negli studi di
registrazione.
Attraverso canzoni quali "In Need", "The World Runs Faster Than
Me", "Horizon Of Events" e "April Evenings", gli Oblivion999 vogliono
candidarsi come un gruppo onesto, trascinante e coinvolgente. La strada
è quella giusta! Speriamo che il successore di questo CD non arrivi
dopo sette anni, com'è andata invece in questo caso! Comunque sia, il
lettore è invitato all'ascolto di "Illusions Painted For Me Alone": in
caso amaste il death metal melodico, questo è un disco che potrà darvi
soddisfazione.
7.5/10
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Ein zugegebenermaßen interessantes lyrisches Konzept haben sich OBLIVION999 für ihr erstes Full-Length Album ausgedacht. Aus der Ich-Perspektive schildern die Texte die verschiedenen Seelenzustände einer nicht näher benannten Person. Ganz neu mag das vielleicht nicht sein, viel versprechend klingt es aber schon.
Nach einem kurzen, aber stimmungsvollen Intro folgt mit dem düsteren "In Need" auch gleich ein wutgeladener Auftakt. Irgendwo zwischen Thrash und Melodic Death Metal lässt sich der Song wohl am besten einordnen, wobei die Göteborg-Einflüsse zunächst noch eher dezent vertreten sind. In eine ähnliche Kerbe schlägt auch "Scattered Atoms", das allerdings auf Schwedenriffing nahezu komplett verzichtet und so ein Stück weit konsequenter daher kommt. Punkte sammeln kann die Nummer dafür mit ihrem unmelodiösen aber dennoch eingängigen Refrain. Na gut, das Ganze klingt also zunächst eher nach traditioneller Genrekost - wäre da nicht das instrumentale Interlude "Side A / Side B", das nach dem leicht modern angehauchten "The World Runs Faster Than Me" die CD in zwei Hälften spaltet.
Diese Trennung markiert nicht nur auf lyrischer Seite einen Wendepunkt auf "Illusions Painted For Me Alone", sondern hat auch weitreichende musikalische Auswirkungen. OBLIVION999 agieren in der zweiten Albumhälfte wesentlich melodischer, rockiger und progressiver, wie "Pearled Of Morning Dew" umgehend unter Beweis stellt. Auch wenn hier immer noch der extreme Metal dominiert, lassen es sich die Italiener nicht nehmen, auch mal das Tempo herauszunehmen und mit cleanen Gitarren und leisen Pianoklängen zu arbeiten. Sogar Sänger Stefano passt sich dem neuen musikalischen Umfeld an und streut zu den sonst omnipräsenten Grunts zusätzlich gesprochene Parts ein. So zu hören in der eigentlich gelungenen Halbballade "April Evenings". Einzig das etwas kitschig geratene Finale aus Damengesang und Death-Gegrunze trübt den positiven Eindruck. Dafür gibt´s mit dem einprägsamen "The May Vertigo" gleich einen regelrechten Ohrwurm hinterher geschoben. Ihre progressive Ader kann die Band schließlich beim Achtminüter "Momentum" ausleben, in dem eine wahre Berg- und Talfahrt aus leisen Klängen und heftigen, aggressiven Ausbrüchen geboten wird.
Doch wo Licht ist, ist meist auch Schatten nicht weit und der materialisiert sich im Falle von OBLIVION999 im Gesang. Während die Instrumentalfraktion durch einen enormen Abwechslungsreichtum besticht, keift sich Frontmann Stefano recht monoton durch die Scheibe, wobei die gedoppelten Vocals zusätzlich sehr verfremdet wirken. Unschön auch, dass bei der sonst annehmbaren Produktion eben diese stark in den Vordergrund gemischt und die restliche Band dadurch ein Stück nach hinten gerückt wurde.
Ansonsten bekommt der geneigte Melodic Death- / Thrash-Fan mit "Illusions Painted For Me Alone" ein gelungenes Album, das inmitten der zahlenmäßig enormen Konkurrenz auf jeden Fall seine Daseinsberechtigung hat. Ein besonderes Lob zum Abschluss gilt der liebevoll gestalteten Aufmachung (inkl. 16-seitigem Booklet), die den Charakter der Musik treffend auf die bildliche Ebene überträgt. Wenn die angesprochenen Unzulänglichkeiten noch ausgemerzt werden, dann ist von dieser Band in Zukunft sicherlich noch mehr zu erwarten.
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Album d’esordio dal titolo “Illusions Painted For Me Alone” per i nostrani Oblivion 999: tredici brani a cavallo tra thrash e death metal ma aperto alle sperimentazioni più singolari, soprattutto nella seconda parte del platter.
L’album autoprodotto si presenta in maniera molto professionale già dal booklet di 16 pagine, ricco di immagini e testi, il cui colore dominante è il bianco … strano a dirsi per un gruppo che suona metal estremo.
Il sound è tendenzialmente diretto e privo di orpelli, i musicisti sono tecnicamente preparati e raramente si perdono in inutili virtuosismi, la produzione è potente e pulita, perfettamente in grado di esaltare ogni strumento.
Gli Oblivion 999 autodefiniscono la loro musica come “aggressiva, intensa, oscura e melodica, spontanea e godibile” trovandomi d’accordo su quasi tutti gli aggettivi, un po’ meno forse per “oscura e melodica”: il muro di suoni che investe l’ascoltatore nelle prime sei tracce dell’album, infatti, non da spazio a melodia alcuna e di atmosfere sinistre neanche l’ombra, a mio modestissimo avviso; il discorso cambia dall’ottavo brano in poi grazie ad una maggiore sperimentazione portatrice di atmosfere decisamente più intriganti con cambi di ritmo frequenti e momenti più introspettivi che ricordano i migliori Opeth.
Nel complesso un discreto esordio: i brani migliori “Pearled Of Morning Dew” e “April Evenings” su tutti ma è l’intero SIDE B, ricco di intuizioni personali, a prevalere sul resto dell’album.
7.5/10
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Spätestens seit der Wiederwahl Berlusconis weiß es ja auch der Rest der Welt, dass in Italien die Uhren anders ticken... Was sollte der Scheiß? - Doch auch der vorliegende Silberling der seit 1999 in ständig wechselnder Besetzung vor sich hinlärmenden Modena-Metaller OBLIVION 999 drückt mir ein großes Fragezeichen ins Gesicht. Was soll das sein?
Na ja, streng genommen ist das ja gar nicht so kompliziert. Thrash Metal trifft's wohl am ehesten. Unspektakuläres, aber durchaus ansprechendes Riffing - schön und gut. Allerdings gibt's dann immer wieder kleine (teilweise doch reichlich überflüssige) Interludien, schräge Breaks, Akustik-Gitarrenparts, die sogar richtig sinnvoll eingebaut wurden, melodische Gitarrensoli, diverse reichlich anstrengende Passagen, die ich mal ganz wertfrei als "experimentell" bezeichnen würde, und sogar eine streichzarte Halb-(oder dreiviertel-)ballade. Also neige ich dazu, das ganze mal in die Prog-Thrash-Ecke zu schieben. Hat zwar nix mit ANACRUSIS, VOIVOD oder WATCHTOWER gemeinsam, aber wer auf gefühlvolles Gefiedel mit dem notwendigen Maß an Härte und einer guten Portion Irrsinn steht, wird hier eigentlich ganz gut bedient.
Aber...!!
Was soll denn dieser seltsame Metal-Core-Gesang? Der ist ja furchtbar! Hört sich für mich so an, als ob ein grenzdebiler Grottenolm mit Bronchitis in ein Drainagerohr kotzt. Sorry, der gute Mann hat überhaupt kein Feeling für griffige Gesangslinien oder markante Hooklines, kriegt maximal drei verschiedene Töne vor sich hin geröchelt und schafft es wirklich jeden Song kaputt zu bellen. Würde Monsignore Crotti jetzt in einer Crust-Core-Combo hinterm Mikro wüten, könnte sich das sogar ganz ordentlich anhören, aber zum dem, was seine Mitmusikanten da von sich geben, passt das meiner Meinung nicht.
Schade eigentlich.
6/10
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Having formed just shy of a decade ago in Modena, this Italian
quintet has released their debut which was nearly 3 years in
the making. Starting off with a very keyboard orientated "For
Me Alone (Intro)", the guitars kick in for "In Need" followed
closely by a sharply smacked snare and Stefano Crotti's rather
gruff vocals. Nicolò Messori's drumming is really quick and
precise and he has no problems going from sheer blast to
lightly tapping his high-hats for timekeeping. Diego Angeli
plays his leads with gusto over Francesco Poggi's rhythm
guitar, and then they hastily swap roles to keep things fair,
with Gabriele Lei taking care of the rest of the rhythm
section on his bass. "Newest Era" starts off with a far
more 80's feel to the squealing guitars, but the heady pace of
thrash metal and Stefan's vocals sounding a bit Kreator-esque,
truth be told. While not sounding anything like Pink Floyd,
"Neon Trails" is a very slow number that reminds me a bit of
their more trippy stuff and is nice mellow interlude which
completely counterpoises the angriness of "Scattered Atoms",
even though it has similar mellow bridges. The very processed
vocals on "The World Runs Faster Than Me" give the song a bit
of a cybery feel to them, as does the mid-tempo riffing that
just threatens to explode, but never quite does. Another brief
interlude in the form of "Side A / Side B" marks the midpoint
of the album and takes us to the far more upbeat and enjoyable
"Pearled Of Morning Dew" which is more 90's styled in its
staccatoness. Slowing things down again and adding some female
vocals, making them sounds a little like MacBeth, "April
Evenings" is a beautifully morose track. Acoustic guitars
morph into stronger distorted ones in "The May Vertigo", with
powerful vocals, but never really getting too fast either. The
rather epic "Momentum" takes us on an 8 minute journey through
a couple different styles and moods, tapering off to a rockier
lead filled conclusion. "Horizon Of Events" and "Deadlock"
wrap things up nicely and in a similar vein to earlier tracks,
with their powerful rhythms, strong drumming and aggressive
vocals, then mellow interludes with clean vocals.
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Primo album autoprodotto per gli Oblivion 999 interessantissimo combo modenese dedito ad una proposta piuttosto originale che, ancorata a quello che può essere definito concetto modernistico di thrash/death unisce influenze che svariano dallo swedish all'attuale metalcore passando per un approccio tipicamente death duro e crudo riesumando in certi tratti nientemeno che l'ombra claustrofobica degli Obituary.
Ne viene fuori un album violento, vario, suonato alla perfezione, capace di pestare in tutti i 56 minuti di durata senza scadere e soprattutto senza annoiare e questo grazie ad una certa varietà a livello di sound e di esecuzione. Una proposta fresca, diversa se vogliamo, caratteristica questa che rende ancor più merito ai nostri che riescono a tirar fuori idee a bizzeffe malgrado si parta da un concetto (quello swedish-core) piuttosto abusato specie negli ultimi anni. E probabilmente è proprio questo il merito principale di un album che denota l'unico punto debole nella produzione, ma che non può inficiare per nulla la qualità della musica contenuta specie se si tiene a conto che i nostri di sacrifici ne avranno fatti tanti per dare alla luce il lavoro. Lavoro che si presenta tralaltro al meglio, con artwork che sembra uscito dalla penna di Niklas Sundin e booklet estremamente professionali con testi in bella mostra.
Dal punto di vista musicale, dopo l'intro elettronica di "For Me Alone" parte "In Need" brano forse troppo forzato come opener, che in quanto ad impatto rende alla perfezione l'immagine degli Oblivion 999 ma che forse perde qualcosina in sede di songwriting. Ma poco importa perchè è proprio dalla successiva "Newest Era" che i nostri danno dimostrazione di saperci fare, tra riffing al vetriolo, screaming serratissimo, improvvise bordate death ma anche un gusto per le melodie decisamente azzeccato specie nell'assolo che quasi cambia i connotati alla track nella sua seconda parte. Ovviamente non è solo l'aggressività a farla da padrone, tanto che gli Oblivion 999 riescono ad allentare con successo la pressione e far respirare l'ascoltatore con interessanti e necessari intermezzi ben dosati, come i due minuti di "Neon Trails" (con voce femminile, degna eredità forse anche questa dei Dark Tranquillity, ascoltare "The Gallery" per intenderci) o come "Side A/Side B" che segna figuratamente il passaggio dalla prima alla seconda parte del lavoro.
Insomma, "Illusions Painted For Me Alone" è un album che merita, davvero, ad opera di una band interessantissima capace di dire la sua in un settore, quello del moderno thrash/death/core piuttosto inflazionato.
7.5/10
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Un'interessante realtà italiana quella rappresentata dagli Oblivion 999, autori di un pregevole death metal che deve molto alla lezione del buon Micheal Amott.
I nostri mantengono un riffing tipicamente estremo e senza troppi fronzoli per tutta la prima parte del disco ma senza mai dimenticare di inserire parti più melodiche atte a sperimentare un approccio diverso, più accessibile.
Ma è la seconda parte di Illusions a custodire gli spunti più interessanti di questa band, che si apre a soluzioni molto originali e ben congegnate che ricordano il songwriting degli ultimi In Flames.
April Evenings è sicuramente il migliore esempio di questa attitudine "svedese" ed anche uno dei migliori brani dell'album, insieme a Momentum e alle conclusive Horizon of Events e Deadlock (un piccolo capolavoro).
Insomma, Illusions è un disco che parte indubbiamente bene ma finisce dannatamente meglio, le canzoni sono valide e la produzione ottima: sono positivamente impressionato!
Che gli Oblivion 999 continuino su questa strada, è quella giusta!
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Den "So-eine-Art-von-Deathern" von Oblivion999 verzeiht man schnell, dass auf "Illusions Painted For Me Alone" irgendwo grundsolider Schweden-mäßiger 90er-Death und wechselseitig, allein dem Gitarrensummen nach, auch Anleihen aus Florida & Co. mit einer gehörigen Portion Thrash-Metal vermengt und anschließend typisch südeuropäisch verfeinert wird. Schließlich kommt das Quintett aus Modena. Nun, von der italienischen Melodic-Death-Komponente her kommt es wohl auch zu den diversen Core-Nuancen, etwa bei den Vocals. Mit dieser Konzeption kann man an sich beinahe zufrieden sein. Obwohl es sich dann mit "Illusions Painted For Me Alone" nicht um ein Konzeptalbum im eigentlichen Sinne handelt, schildern andererseits sämtliche Lyrics verschiedene Gemütszustände, wohl der gleichen Person, aus der Ich-Perspektive. Ein vielversprechendes Lay-Out zeigt sich also auch in diesem Punkt. Die Songs selbst kommen nach dem hübschen Intro agressiv und wutgeladen daher, konsequent und abwechslungsreich mit recht eingängigen Refrains, bis dann der siebte der 13 Tracks, "Side A / Side B", vielleicht in der Tat so etwas wie eine zweite Spiel-Hälfte einleitet. Hier geht es dann einen Tick melodischer und feingliedriger zu, gegenwärtig sind auch eine ganze Reihe interessanter Stilelemente. Einen echten Schluss mag man vermissen, allerdings sei daran erinnert, dass es sich offiziell eben nicht um ein Konzeptalbum handelt. Ein recht solides Stück Blei haben die fünf Jungs geschaffen, auch als Eigenproduktion gut gelungen. Einzig die Leistung von Frontman Stefano reicht nicht so ganz an die Fertigkeiten seiner Mitstreiter an Klampfen und Kesseln heran. Über die Ausführung an sich kann man sich natürlich streiten, ist dabei aber nicht wichtig. Dazu kommt nämlich noch, dass die Vocals nicht besonders geschickt gemischt wirken, fast nervig sind, was dazu führt, das der gesamte Sound eine Spur hölzern und scheppernd wird. Wie so oft steht und fällt eben mit der Stimme einiges, und so kommt es, dass sich am Ende auf das ansehnliche, weiß gestaltete und gut aufgemachte Album ein vermeidbarer Schatten legt.
6/10 - MG
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Come definire la musica degli
Oblivion999? Immaginatevi una sorgente di chitarra fortemente distorta disegnare linee oscure ed apocalittiche. Ora entra la batteria ad indirizzare la chitarra su binari serrati, tormenta la melodia con colpi che si fanno sempre più decisi. Un istante e poi l'esplosione. Una voce fa il suo ingresso latrando una rabbia senza confini. Questo è il biglietto da visita di
In Need, primo vero brano del disco, che segue l'elettronica-strumentale intro
For Me Alone. C'è molto altro, a dire il vero, in questo primo fullenght della band modenese, che mostra in quest'occasione di essere intenzionata a fare veramente sul serio.
Illusions Painted For Me Alone è più di una semplice raccolta di brani composti per uno scopo prefissato, alternati ai tipici tappabuchi d'eccezione. Si tratta di un album complesso e completo, di difficile assimilazione e che forse non tutti potranno considerare eccezionale, ma che sicuramente mette in luce tracce di una propensione artistica di qualità più che discreta.
Dal punto di vista strumentale gli
Oblivion999 -le cifre all'interno del monicker servono a ricordare l'anno di formazione della band- mostrano abilità e gusto nello sfornare un certo tipo di death metal riconducibile al filone più tecnico del genere. Non vorrei scomodare nomi che stanno ormai incisi nell'olimpo del metal, ma tutti sappiamo a chi ci si riferisce quando si parla di technical death metal di alto livello. In questo caso non sono tanto evoluzioni musicali mirabolanti a farla da padrone, bensì ritmiche e propensioni in fase di arrangiamento che danno l'idea di trovarsi di fronte ad una qualche forma di metal per così dire "colto". La produzione purtroppo non aiuta i cinque musicisti emiliani a mettere in luce ciò che sul disco si intuisce senza percepirne il giusto impatto: i suoni sono bilanciati in maniera non esaltante, risultando complessivamente penalizzanti per il lavoro di Poggi e Angeli alle chitarre, e la batteria di Messori, suonando piuttosto "oldstyle" (non di certo un difetto), si staglia in tutta la sua acidità, al di sopra di un basso poco presente nel missaggio finale.
I brani si susseguono cuciti tra loro per via di un invisibile filo emozionale che accomuna le atmosfere, decisamente oscure per l'intera durata del platter. Non mancano esperimenti ed escursioni su terreni distanti da ciò che è il nocciolo dell'opera, ma che si rivelano efficaci nella loro coerenza ed affinità emotiva a quella che sembra essere la direzione del disco. Pezzi interamente strumentali ed introspettivi brani acustici sembrano fornire nuova vita alle altre canzoni, permettendo loro di brillare ancora più di quanto non avrebbero fatto in assenza di tali sperimentazioni, a mio parere particolarmente ben riuscite. Scegliere un titolo da considerare superiore altri risulta, come sempre, un passo difficile quando ormai il legame affettivo, che inevitabilmente comincia a legarti ad un disco, condiziona la tua obiettività, chiedendo un'assoluzione generale. È significativo però notare come alcuni dei brani più intensi del disco siano la semi-mid-tempo
April Evenings e
The May Vertigo, canzoni strutturate in maniera non esattamente tradizionale rispetto all'architettura tipica della band modenese, ma forse per questo più interessanti.
C'è però un punto che è necessario toccare. Accanto ad una sezione strumentale che, seppur non adeguatamente enfatizzata, costruisce solide basi di un death metal notevole, le urla disumane di Stefano Crotti sembrano quasi dirottare parte dell'indirizzo artistico complessivo. Il cantante in questione propone una tecnica che, seppur sopportabile nella sua singola esistenza, si combina malamente con ciò che gli
Oblivion999 estrapolano dai loro strumenti. La monotematicità espressiva di Crotti causa un appiattimento dei brani e, senza riuscire ad accentuare un passaggio piuttosto che un altro, finisce per appesantire lo sforzo assimilativo del pubblico sino a far scemare l'interesse di quest'ultimo. Non stupisce dunque che gli episodi in cui le liriche sono utilizzate in maniera meno "ortodossa", mostrando peraltro capacità espressive che potrebbero essere sfruttate con più assiduità in futuro, risultino come le più interessanti.
Illusions Painted For Me Alone rimane tuttavia un disco meritevole d'attenzione, che mi sento di consigliare a quegli amanti del genere che sappiano concedergli l'attenzione necessaria a comprenderlo fino in fondo.
75 - Marco Sebastianelli "Wildchild"
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Thrash metal a tinte death è quello che ci propongono gli Oblivion999 con questo loro album, ben curato e prodotto con libretto illustrato e testi, danno una svolta alla loro carriera musicale. Il quintetto modenese ha come riferimento il gran vecchio Thrash Metal anni ‘80, (per nostra grande fortuna mai tramontato), creando e ottenendo un loro stile inconfondibile fatto di phatos, energia, melodia e buona tecnica compositiva. Questo album d'esordio, "Illussion Painted For Me Alone", arriva dopo il discreto debut demo "Paths of Denial" uscito nel 2001. Sette anni di attesa fatti di cambi di line-up ma anche di maturazione artistica che ha portato la band agli alti livelli attuali. Grazie anche al supporto non indifferente del cantante Stefano, che con la sua possente voce ci fa rivivere il passato, rievocandoci il grande cantante degli Exodus Paul Baloff, grandissimo sentirlo è da brividi lungo la pelle, stesso stile e timbro vocale. Ottimo lavoro senza alcun dubbio, con buone idee caratterizzate da un potente sound, fatto di grandi riff con cambi di tempo e splendide atmosfere decadenti lente e melodiche.
Riky
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Fondati nel 1999 (come suggerisce il loro moniker) i modenesi
Oblivion999 si autoproducono un bell'album di ben tredici tracce che segue di sette anni il primo demo e pone fine ad un preoccupante periodo di instabilità. "
Illusions Painted for me Alone" è un collage di canzoni che la band stessa definisce aggressive, intense, oscure e godibili; aggettivi assolutamente condivisibili che riassumono in breve ciò che gli
Oblivion999 hanno da offrire. A più riprese si evidenzia una marcata dipendenza da sonorità di stampo swedish death (At The Gates e In Flames su tutti) rafforzate da interessanti trame di heavy'n'thrash old style. Durante l'ascolto di vere sberle quali "
In Need", "
Newest Era" e "
Scattered Atoms" colpiscono in particolar modo l'incessante spinta della sezione ritmica e il feroce ruggito del singer Stefano, frontman ancora un pò acerbo ma dotato di grande determinazione. Si picchia senza sosta fino al trittico "
Pearled of Morning Dew", "
April Evenings" e "
The May Vertigo" dove gli
Oblivion999 dimostrano di sapersi ben destreggiare anche alle prese con soluzioni meno frenetiche e più atmosferiche. Una prova positiva per quanto riguarda i contenuti, per certi aspetti ancora un pò ingenua e derivativa ma dannatamente efficace.
Top Song: Horizon Of Events
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2001 - Paths Of Denial (DEMO)
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Diabolicalzine
Un lavoro veramente godibile e ben fatto quello degli Oblivion 999, band Modenese attiva
dall'inverno del 99. Dal moniker e dal bellissimo artwork mi sarei aspettato una black metal
band e invece i ragazzi ci offrono un ottimo mix di death melodico con spruzzate di sano thrash
e vecchio heavy metal, specialmente per alcuni arrangiamenti chitarristici. "Paths of denial"
è composto da cinque tracce più un outro strumentale ben fatta. Le canzoni sono state composte
in periodi diversi e questo si sente chiaramente.
Le prime song sono state le ultime composte dalla band, la qualità è infatti superiore alle successive,
sia nella cura dei singoli strumenti
che nel songwriting in generale, più maturo ed immediato. La prima "Farhermost" a mio parere è
migliore di quelle proposte, particolarmente immediata e godibile fin dal primo ascolto,
il ritmo è accattivante e il ritornello ti entra immediatamente in testa. Molto bravo in questa
circostanza Alessandro Guidi, purtroppo non più nella band, singer dalle indubbie qualità,
uno screaming rozzo e sporco e una voce pulita convincente e sempre precisa. Molto bravi anche
i due chitarristi Francesco e Diego anche se a causa di una registrazione non certo perfetta il
suono dei loro strumenti risulta un po zanzaroso. In ogni caso il guitar-work è di grande
impatto in tutto il lavoro. La successiva "Things untold", come affermano gli stessi
Oblivion 999, ha una articolazione molto più sul thrash e una melodia accattivante che la rende
particolarmente immediata e divertente. "Thrust the knife" è invece quella che più mi ha deluso,
il drumming proprio non mi è piaciuto, il batterista sembra avvolte andare per i cazzi suoi,
un vero e proprio calderone di generi differenti e un stacchetto vocale spudoratamente identico
a quelli tanto cari al buon vecchio Bruce Dickinson, completamente fuori luogo!
Ad ogni modo non manca una nota positiva, il doppio cantato che alterna benissimo lo screaming alla voce pulita,
vi viene davvero bene ragazzi potreste provare a farlo più spesso! Con "Oblivion" torniamo su
ottimi livelli, una song molto particolare e la più originale delle cinque, articolata ma
anche questa di facile godimento. In questa song i modenesi ci dimostrano tutte le loro ottime
capacità e anche il batterista Shanti, a differenza della precedente canzone, compie un ottimo
lavoro. L'ultima canzone, "Shivering", è tra le prime ad essere composte dalla band,
tutto buono a mio parere (specialmente alcuni fantastici riff) a parte alcune vocalist,
ad esempio l'iniziale e timido urletto ad inizio traccia, che cazzo lo avete messo a fare
ragazzi? Niente di grave comunque visto che da quel che dice il gruppo si tratta di un
semplice esperimento, cosa più che comprensibile visto che la band è agli inizi.
I 23 minuti del demo scorrono che è una bellezza e dopo averlo ascoltato, una, due volte non
potrete far altro che rischiacciare il pulsante play. La cosa più impressionante è che tutto
questo è stato in appena due soli e fottutissimi giorni, incredibile. Unica cosa che posso
consigliare agli Oblivion 999 è una maggiore aggressività e forse un batterista più veloce.
Un lavoro che merita davvero l'acquisto!! (Metaljan)
VOTO:7.5\10
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Grind Zone
Death melodico mai eccessivamente aggressivo, seppur di buon impatto, è quanto propongono gli
Oblivion 999. Se l'opening 'Fathermost' sembra dovere molto agli At The Gates più controllati,
corretti qua e là da qualche clean-vocal, proseguendo nell'ascolto del demo emergono copiose
influenze power-classic dettate soprattutto dalla versatilità del singer Alessandro Guidi che
nella godibilissima 'Shivering' segue con risultati abbastanza convincenti le orme di un certo
Rob Halford. Gli Oblivion 999 rischiano loro malgrado di essere considerati un tantino
'inoffensivi', causa un approccio alla musica mai troppo violento e mitigato, come già detto,
da influenze provenienti dal metal più melodico. 'Paths Of Denial' rimane un lavoro molto
coinvolgente, convincente nella propria immediatezza e privo di eccessivi quanto stucchevoli
fronzoli. Vivissimamente consigliato a chi non ricerca la brutalità a tutti i costi.
Voto 7/10
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Flash Noise Art
Non male nemmeno "Paths of Denial" degli OBLIVION 999, maggiormente orientati verso un thrash death melodico. Notevoli i fraseggi di chitarra che accompagnano un po' tutti i pezzi, sostenuti egregiamente anche dalla sezione ritmica. L'unico appunto che posso fare alla band e una certa ripetitività dei brani che forse ne offusca un po' le potenzialità. Nel complesso una band compatta ed incisiva, che potrà sicuramente soddisfare gli appassionati del genere.
(Voto: 72/100).
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Haternal
Non male questi Oblivion 999...dal nome potrebbero sembrare un gruppo dedito al black piu'
oltranzista, invece i cinque modenensi ci offrono un death netal ragionato dalle sfumature
thrash e heavy ( anche nelle voci ). Probabilmente i nostri non inventano nulla di nuovo,
ma senza dubbio si lasciano ascoltare! Sicuramente da segnalare due tracks su tutte: "Shivering"
e "Thrust the knife" che a mio parere risultano fra le piu' riuscite, soprattutto grazie ad
alcuni death riffs molto azzeccati e ad aperture melodiche coinvolgenti. Le altre songs si
stabilizzano su uno standard discreto che pero' non ha quel qualcosa in piu' da renderle
interessanti come le due suddette, forse anche perche', come recita la biografia, i pezzi sono
stati scritti in periodi differenti. Note positive poi sono anche il drumming di Shanti che
risulta dinamico e riesce a completare molto bene il lavoro svolto dalle chitarre, e la voce di
Alessandro Guidi, che alterna uno screaming di buona fattura a discrete clean vocals
(...ma perche' l'urlo power all'inizio di Shivering!?!?! )
Piccola pecca forse nella registrazione delle chitarre che a mio parere in alcuni punti lascia un leggero vuoto
nel sound,
non riuscendo ad essere abbastanza corposa e tagliente allo stesso tempo. Concludendo credo che
con un po' di esperienza in piu', e seguendo, a mio avviso, il percorso iniziato con pezzi come
"Shivering" , "Thrust the knife" , e "Farthermost", questi cinque ragazzi potranno avere delle
soddisfazioni!
Voto 7+ / 10
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Raw&Wild
Da un po di tempo le bands che recensisco spesso sono band di death metal melodico. E accidenti,
le trovo tutte notevoli! Ecco un altro act modenese, già nella bio, gli Oblivion 999 ci guidano
nella comprensione della loro musica (ma già un attento ascolto mi aveva fatto già assaporare il
cocktail di '80 thrash/death melodico svedese/heavy).
Pur ricordandomi molto gli In Flames, tuttavia non mortificherei il gruppo con sterili confronti,
ecco un cd dove tutto è fatto ad arte, notevole ed accattivante anche la grafica.
Se come premesso nella bio la prossima produzione del quintetto emiliano si connoterà di
parti più sperimentali, prevedo per loro un sicuro successo... una delle cose più mi ha colpito
di più è il guitar work che poi è l'elemento principale di questo genere.
Più che promossi!!!
GLAMR
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Metal Will Never Die
E' con colpevole ritardissimo (per qualche tempo ho temuto che mandassero i Men In Black a casa mia per pestarmi) che mi appresto a riscrivere la recensione del primo demo dei Modenesi Oblivion 999. Come magari avrete già notato leggendo la lineup, il batterista è il nostro Shanti Strafinger che però è già uscito dal gruppo così come il singer Alessandro Guidi (un vero peccato per entrambi!) e la formazione della band è ancora in fase di assestamento, ma tutto ciò non importa, parliamo di questo "Paths Of Denial".
Ci troviamo di fronte ad un ottimo Death Metal tecnico e melodico direttamente debitore ai Death dell'immenso ed indimenticato Chuck Schuldiner, ma anche alla scena Death Melodico Svedese, soprattutto per quanto riguarda i passaggi più speed e le ottime vocals di Alessandro: uno dei più grandi punti di forza di questo Demo.
I 6 pezzi presenti (l'ultima è una strumentale) si muovono tutti su queste coordinate mettendo in mostra una buona perizia tecnica di tutti i membri e una già discreta maturità nel songwriting che solo rare volte cade nella ripetitività (vedi il riff portante di "Things Untold"). I passaggi cantati in pulito sono di una rara emozionalità e fanno guadagnare almeno mezzo punto in sede di valutazione (chorus di "Thrust The Knife" su tutti).
I difetti che si riscontrano sono, come precedentemente accennato, una leggera ripetitività in alcuni pezzi, una produzione che in tantissimi frangenti non è assolutamente all'altezza (aspetto ricorrente per un demo, infatti non influisce nella valutazione) e probabilmente il fatto che la band non osa abbastanza, rimane ancora troppo ancorata a degli stilemi che sanno di già sentito senza ampliare le parti più sperimentali ed originali che già sono presenti su questo "Paths Of Denial" ("Shivering" è un pezzo quasi geniale in questo senso e l'augurio è che la band si evolva proprio in questa direzione).
Concludendo faccio i complimenti ai ragazzi, mi scuso ancora, gli auguro di trovare presto una lineup stabile e di produrre un nuovo lavoro che vada oltre e che li possa portare alle luci della ribalta.
Luca "Sentenced" Di Maio
Voto: 7 1/2
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Multum In Parvo
Jak si? nie wie jak zacz?? recenzje to si? zawsze co? z bio zespo?u zacytuje, ale mi si? nie chce szuka? tej kartki z ich biografi?, w sumie to pami?tam, ?e zespa? powsta? w 1999 roku, a "Paths of Denial" to ich debiut. Co? tam jeszcze pisali, ?e zebrali entuzjastyczne recenzje we w?oskiej prasie muzycznej, no to chyba czas wyla? na nich kube? zimnej wody. Nie ?ebym si? nad nimi pastwi? dla samej przyjemno?ci zjebania kogo?, po prostu muzyka Oblivion 999 jako? mnie nie przekonuje. Melodyjny death metal ca?kiem niez?y, ale nie ?eby co? genialnego, s?ysza?em kilka kapel znacznie lepiej wypadaj?cych w takiej stylistyce. No to rozbierzmy ich muzyk? na czynniki pierwsze, no i co my tu mamy, ano melodie, no bo jak?e by mog?o si? bez nich obej?? przy melodyjnym death. Co prawda muzyka nie brzmi jak kolejna kopia In Flames, co mo?na zaliczy? zespo?owi in plus, ale krwi we mnie nie zagotowa?a, w sumie to nawet nie podgrza?a. Graj? sobie ch?opaki t? swoj? muzyk?, ?adna jest, nawet przyjemna ale i lekka, no a jak metal mo?e by? lekki? No nie powiem, ?e muzyka w ogale nie jest agresywna, bo jakie? znamiona tej agresji s? w niej wyczuwalne, ale Oblivion 999 woli raczej nurza? si? w melodii. W sumie mog? robi? co im si? podoba, ale niech nie licz? na to ?e mi si? to b?dzie podoba?, za ma?o tu przys?owiowego czadu, za ma?o kopa w tej muzyce. Na dodatek melodie jednym uchem wpadaj? a drugim wypadaj?, i na nic zdaj? si? umiej?tno?ci muzykaw, bo to ?e wiedz? jak si? gra na instrumentach, ktore maja w r?kach nie podlega w?tpliwo?ci. Nie podobaj? mi si? te? te power metalowe wycieczki w kilku fragmentach. Na zako?czenie wypada mi jedynie powiedzie?, ?e muzyczka na "Paths of Denial" jest milutka i ?adniutka ale nic po za tym.
Tymothy (6/10)
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Shapeless Zine
Band nata in quel di Modena nel 1999, arriva solo ora, nonostante una buona attività live, ad il primo demoCD: musicalmente ci troviamo di fronte ad un sound death/thrash abbastanza retrò e per fortuna distante dalla moda "death svedese", ora particolarmente spinta dalle etichette. Le composizioni sono interessanti e piacevoli all'ascolto, non mancano però ingenuità e piccoli peccati che l'esperienza dovrebbe insegnare ad evitare. La prima canzone, "Farthermost", è introdotta da un breve e brutto intro che con il resto della canzone non c'entra nulla... la song è abbastanza veloce e ben suonata, peccato l'assolo di chitarra, bruttarello e mal riuscito. "Things Untold" miscela cavalcate e stacchi maggiormente melodici, sulla scia di qualche band scandinava. Buona la prova del singer (ora ex, ha lasciato gli Oblivion 999 dopo la pubblicazione del CD, seguito a ruota dal batterista Shanti Strafinger) Alessandro Guidi, capace di cantare scream, growl e pulito senza troppi problemi. La terza canzone, "Thrust The Knife", è la più veloce del demo, riffs molto thrash anni 80, peccato che negli stacchi ci siano degli "OH OHH, OH OHH, OHH OHHHH" che fanno molto Domine ma che nel contesto della canzone stanno malissimo. "Oblivion" è il brano più articolato: stop and go, riffs molto belli, spesso intrecciati, cambi di umore... sicuramente il brano meglio riuscito di "Paths Of Denial". Un urlo alla Morby (ma perché???) apre "Shivering", canzone nella norma, non troppo distante dalle altre composizioni presenti in questo CD. In chiusura troviamo una strumentale che sinceramente potevano anche risparmiare... non aggiunge nulla ad un demo che dice quello che ha da dire con le canzoni "vere". Come già detto gli Oblivion 999 hanno perso 2 elementi della line-up, il cantante ed il batterista (già rimpiazzato): se troveranno un singer bravo almeno quanto Alessandro Guidi (e cureranno maggiormente gli assoli di chitarra) sono sicuro che gli Oblivion 999 potranno diventare un'interessante realtà. Aspetto il salto di qualità.
(Tamas - Novembre 2002)
Voto: 6.5
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Da Lynx
I modenesi Oblivion 999 si formano nel 1999 e debuttano con il mcd "Paths Of Denial", nel 2001.
"Paths Of Denial", percorre i sentieri del death metal, lasciandosi influenzare dalla scena svedese, At The Gates e Dark Tranquillity su tutti: la band ha anche le capacità tecniche per sfuttare al meglio la lezione dettata dalle suddette band, e i sei brani contenuti nel demo cd ne sono ottima prova.
A completare un lavoro di tutto rispetto contribuiscono una produzione non proprio potentissima, ma professionale ed una veste grafica molto curata.
Purtroppo però "Paths Of Denial" ha un cantato, a mio avviso, troppo melodico per il genere proposto: Alessandro Guidi, è sicuramente ottimo singer, la sua preparazione gode di influenze molto classiche, che però andrebbero messe un po' meno in mostra: siamo pur sempre al cospetto di un gruppo death.
Questo fa secondo me perdere impatto e potenza ad un lavoro che musicalmente va bene: gli Oblivion 999 sono veramente bravi, devono lavorare molto su questo punto, non trascurabile, e saranno pronti a realizzare un ottimo secondo lavoro.
Consiglio questo mcd agli amanti del death metal melodico, per quel che mi riguarda aspetto il prossimo passo nella speranza di poter segnalare notevoli passi avanti.
Attualmente il vocalist Alessandro Guidi ed il batterista Shanti Strafinger, causa divergenze stilistiche, hanno abbandonato la band: i componenti rimasti si stanno dando da fare per completare la formazione, intanto non hanno smesso di lavorare e di concentrarsi sulla composizione dei nuovi brani.
Rakos
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